Dal 1850 carni scelte e salumi trentini

È il wurstel di Smarano, prodotto con carni di suino e bovino locali, sale marino e spezie naturali. È senza conservanti, polifosfati, lattosio, proteine del latte, additivi né glutine. Viene insaccato in budello naturale e affumicato con legno di faggio e ginepro.

È il wurstel più classico, prodotto con carni suino locale, sale marino e spezie naturali. È senza conservanti, polifosfati, lattosio, proteine del latte, additivi né glutine. Viene insaccato in budello naturale e affumicato con legno di faggio e ginepro.

È il wurstel più classico, prodotto con carni suino locale, sale marino e spezie naturali. È senza conservanti, polifosfati, lattosio, proteine del latte, additivi né glutine. Viene insaccato in budello naturale e affumicato con legno di faggio e ginepro.

È una delikatesse tradizionale, prodotto con carni suino locale, sale marino e spezie naturali, affumicato con legno di faggio e ginepro. Insaccato in budello naturale. Senza conservanti, polifosfati, lattosio, proteine del latte, additivi né glutine.

È il «wurstel bianco» tipico bavarese, non affumicato e insaporito con prezzemolo fresco, prodotto con carni suino locale, sale marino e spezie naturali. Insaccato in budello naturale. Senza conservanti, polifosfati, lattosio, proteine del latte, additivi né glutine.

Si ottiene lavorando il taglio più nobile del maiale, privato completamente del grasso, leggermente salato e insaporito con spezie ed erbe aromatiche. La sua carne è magra e morbida, con un lieve sentore affumicato.

Il salume più tradizionale della Val di Non oggi viene preparato solo con tagli nobili del maiale, seguendo l’antica ricetta di casa Corrà. Si distingue per morbidezza e sapore generoso.

Preparato solo con carni selezionate, riposa per venti giorni in infusione con bacche di ginepro, rosmarino e spezie. Dopo una lenta cottura a vapore a bassa temperatura viene affumicato con legno di faggio e ginepro.

La preparazione prevede che ogni due giorni le carni vengano rivoltate a mano nella salamoia, per almeno 15 giorni. In seguito avviene l’affumicatura con legno di faggio e ginepro.

Un tempo la carne si metteva sotto sale privata del grasso per conservarla, mentre oggi la nostra salamoia è arricchita con spezie ed erbe aromatiche, vino rosso «lagrein» e succo di limone.