Dal 1850 carni scelte e salumi trentini

Fratelli Corrà SmaranoNel 1850 Giacomo Corrà, oste e ¨bettoliere¨ di Smarano, iniziò a produrre salumi che presto divennero noti in tutta la Val di Non per la loro bontà.
Oggi dopo quattro generazioni i fratelli Luca e Pio, ereditando dal padre le antiche ricette e le tecniche di un tempo, continuano a lavorare carni selezionate per preparare artigianalmente salumi tipici trentini, nel segno della tradizione di famiglia.
In questa sezione trovi le schede di dettaglio su ogni prodotto da consultare, se desideri altre informazioni scrivici a: info@fratellicorra.it.

Una ricetta tipica e una preparazione lunga e complessa sono i segreti del lardo di Smarano, che prima matura a lungo sotto sale e poi stagiona con spezie ed erbe aromatiche di montagna.

Salume a pasta macinata medio-fine in cui le carni più magre del capriolo si uniscono a quelle più sapide del maiale. La ricetta è tipica della Val di Non e di Smarano dove da sempre si preparano salumi con la cacciagione locale.

Salamino preparato con carne di cervo e suino, dal colore rosso scuro e gusto deciso e aromatico. L’uso della cacciagione per produrre insaccati è tipica del trentino e le ricette cambiano di valle in valle.

Preparato solo con carni selezionate, riposa per venti giorni in infusione con bacche di ginepro, rosmarino e spezie. Dopo una lenta cottura a vapore a bassa temperatura viene affumicato con legno di faggio e ginepro.

È un classico fra i salumi preparati con le carni della cacciagione. Il gusto forte e marcato del cinghiale rende questo insaccato ideale da degustare da solo o in abbinamento con altri sapori decisi.

La preparazione prevede che ogni due giorni le carni vengano rivoltate a mano nella salamoia, per almeno 15 giorni. In seguito avviene l’affumicatura con legno di faggio e ginepro.

Un mese di stagionatura dona alla carne la giusta consistenza per affettare la pancetta più sottile e per apprezzare appieno il suo sapore dolce ed equilibrato.

La forma di questa bresaola è più allungata della «solita» bresaola, perché il vitellone è di taglia più piccola e la nostra ricetta prevede una lunga stagionatura dove il peso cala e gli aromi si concentrano.

Il guanciale viene prima ricoperto completamente di sale grosso per quattro giorni, quindi lavato e subito avvolto in abbondante pepe nero macinato, per poi riposare sui graticci per due mesi.

Il segreto della goccia reale sta proprio nella macinatura fine delle carni, che fa sì che il sapore marcato del cervo si amalgami con gli aromi delle erbe della montagna.

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